Implantologia di Eccellenza

Impianti più lunghi, angolati e ancorati nell’osso sano. Pianificazione precisa, non routine.

Un Impianto Non È Solo una Vite nell’Osso

Quando si pensa a un impianto dentale, si immagina una piccola vite in titanio che sostituisce la radice di un dente mancante. È corretto — ma è solo la superficie.

Quello che fa davvero la differenza è dove viene posizionato, come viene angolato e quanto è lungo. Queste tre scelte determinano se un impianto durerà vent’anni o creerà problemi dopo pochi.

La Pianificazione Prima di Tutto: la CBCT

Prima di posizionare qualsiasi impianto eseguiamo una scansione CBCT — una tomografia computerizzata a fascio conico che restituisce un’immagine tridimensionale completa della mascella: densità ossea, nervi, vasi sanguigni, struttura interna.

Questa scansione non è un optional. È il fondamento di ogni decisione: dove c’è osso sano, dove è insufficiente, dove passano i nervi, quale impianto è più adatto e con quale angolazione. Operare senza una CBCT di qualità significa lavorare alla cieca. Noi non lavoriamo alla cieca.

Lunghezza, Angolazione, Diametro

Tre variabili tecniche determinano la stabilità nel tempo.

  • Impianti più lunghi: più superficie di contatto con l’osso (BIC) significa forze masticatorie distribuite meglio e ancoraggio più profondo e duraturo.

  • Ancoraggio in osso sano: posizioniamo gli impianti esclusivamente in zone dense, per ottenere stabilità primaria immediata, osseointegrazione più solida e minor rischio di micromovimenti.

  • Impianti angolati: inclinando gli impianti posteriori fino a 45° raggiungiamo osso anteriore più denso, evitando le strutture anatomiche critiche — e nella maggior parte dei casi evitando l’innesto osseo.

  • Diametro corretto: nella regione dei molari, dove le forze arrivano a 90 kg, usiamo impianti di diametro maggiore per una distribuzione più efficiente dei carichi.

Chi Può Beneficiare di Questo Approccio

  • Pazienti con uno o più denti mancanti che cercano una soluzione definitiva

  • Pazienti con osso ridotto che hanno ricevuto in passato una diagnosi sfavorevole

  • Pazienti che necessitano di riabilitazione completa (All-on-4, All-on-6, Toronto Bridge)

  • Chiunque voglia impianti che durino decenni, non solo qualche anno

Se hai già ricevuto un preventivo che includeva il rialzo osseo, vale la pena una seconda opinione. Spesso, con la pianificazione giusta, non è necessario.