
Sostituzione di Protesi Esistenti
Un lavoro che si è scheggiato, allentato o non è mai stato comodo non va rattoppato: va ricostruito sulla mappa reale dei tuoi impianti.
Quando il Lavoro Fatto Non Funziona Più
Arrivano da noi ogni settimana: protesi che si sono scheggiate, viti che si allentano di continuo, lavori che “non sono mai stati comodi” fin dal primo giorno. Quasi mai il problema è il materiale.
Quasi sempre è nascosto sotto: una protesi che non appoggia sugli impianti in modo perfetto genera tensioni continue, e le tensioni — mese dopo mese — si scaricano su viti, ceramica e osso. Per questo non ripariamo il sintomo: cerchiamo la causa.

Prima la Diagnosi, Poi la Decisione
Il percorso comincia con lo stesso studio che dedichiamo a un caso nuovo: TAC CBCT per valutare impianti e osso, esame della protesi esistente, fotogrammetria per rilevare la posizione reale degli impianti.
Solo allora decidiamo insieme: se i tuoi impianti sono sani e ben posizionati, li riutilizziamo — anche se sono stati inseriti altrove — e costruiamo su di essi una nuova protesi a doppia struttura. Se qualche impianto è compromesso, ti diciamo con onestà cosa va sostituito, cosa va aggiunto e cosa può restare.


Perché la Nuova Protesi Sarà Diversa
Non rifacciamo lo stesso lavoro con materiali nuovi: cambiamo il metodo.
Mappa reale: la nuova protesi nasce dalla fotogrammetria, non da un calco: appoggia sugli impianti senza tensioni nascoste.
Doppia struttura: barra fresata che regge, zirconia che si vede — le forze si distribuiscono, le viti restano ferme.
Materiali che non si scheggiano: gli studi comparativi mostrano molte meno scheggiature con la zirconia monolitica rispetto alle vecchie soluzioni in metallo-ceramica.
Avvitata, non cementata: la protesi si rimuove in studio per manutenzione — la prossima revisione non richiederà di romperla.
Per Chi è Indicata
Per chi ha una protesi su impianti scheggiata, allentata o rumorosa
Per chi ha un lavoro mai stato comodo fin dall’inizio
Per chi ha fatto gli impianti altrove e non sa a chi tornare
Per chi porta una protesi vecchia e vuole passare agli standard attuali
Se il tuo lavoro attuale ti ha già tradito una volta, la domanda giusta non è “chi me lo ripara?”, ma “perché si è rotto?”. Mandaci una foto e una panoramica: ti diamo la nostra lettura del problema, prima di qualsiasi impegno.





